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Dalla preparazione atletica alle decisioni strategiche: le responsabilità di Motta

L’eliminazione della Juventus dalla Champions League ha colpito nel profondo i cuori dei tifosi bianconeri. Per molti, me compreso, questa uscita è stata una vera e propria delusione, specialmente considerando il modo in cui è avvenuta. Nonostante una pallida vittoria contro il Cagliari, il cammino europeo si è interrotto in modo brusco, lasciando un senso di incompiuto. Non ci si aspettava di uscire in questo modo, con la speranza di affrontare avversari di livello e di vedere una squadra in forma, sia fisicamente che mentalmente.

Come ha dichiarato con sincerità uno dei protagonisti, Manuel Locatelli, è evidente che le prestazioni non sono state all’altezza delle aspettative. È giunto il momento di riflettere con obiettività su quanto accaduto, non solo in seguito a questa ultima esperienza, ma anche considerando il percorso della squadra sotto la guida di Thiago Motta. Certo, gli infortuni hanno inciso, soprattutto nel settore difensivo, e l’età giovane della rosa offre delle attenuanti, ma le lacune nella gestione tecnica non possono essere ignorate.

Motta, mai con due attaccanti in campo. Perché?

La sconfitta contro il PSV ha evidenziato una differenza di intensità e velocità che ha sorpreso molti. È lecito interrogarsi sulla preparazione atletica della squadra. Dopo un inizio di stagione promettente, la Juventus ha perso il ritmo, confusa da continui cambiamenti di ruolo e interpreti. Giocatori come Weston McKennie, Andrea Cambiaso e Timothy Weah hanno ricoperto tanti ruoli, ma questo ha contribuito a creare disorientamento all’interno del gruppo.

In aggiunta, anche quando il gioco sembrava fluido e piacevole, spesso mancava quella determinazione e “cattiveria” necessaria in area avversaria. La squadra non riesce a trasmettere la sensazione di poter segnare facilmente, e le azioni gol sono spesso il risultato di giocate complesse e poco concrete. Non è stata una novità neanche dopo l’arrivo di Kolo Muani; ci si domanda perché non si sia tentato di schierare due attaccanti veri e propri, se non in rare occasioni.

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